Quota 100 manda in soffitta l’Ape Social

0
1960

Se venisse davvero approvata una riforma del sistema pensionistico che preveda la “Quota 100” come somma tra requisito anagrafico e contributivo per andare in pensione a rischiare potrebbe essere proprio il provvedimento dell’Ape Sociale, che ha aiutato tanti cittadini italiani ad accedere ad un pre-pensionamento “soft”, anche senza possedere i requisiti richiesti dall’ultima riforma Fornero.

Non si parla solo di Quota 100; dopo la pausa estiva sono tornate a farsi largo le voci di una possibile riforma previdenziale che metta mano alla Legge Fornero, attualmente in vigore.
Il Governo “Lega-5 Stelle” sta studiando quello che potrebbe essere il futuro del sistema pensionistico italiano, anche avendo contro numerosi economisti ed esperti di previdenza, che sostengono che per la stabilità dell’INPS vada mantenuta l’impostazione attuale, con un minimo di 67 anni di età anagrafica.

Allo studio dell’Esecutivo ci sarebbe, oltre Quota 100, anche Quota 41 o Quota 42, che potrebbero mandare in pensione tutti quei cittadini che abbiano già accumulato 41 o 42 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Sono solo analisi pre-manovra, sia chiaro, nulla di certo fino a quando dalle perole non si passerà ai fatti.

Tali provvedimenti, prevedendo un ovvio aumento della spesa pubblica ed un aggravio dei conti pubblici, conseguente ad un aumento dei soggetti pensionabili, potrebbe quasi certamente mandare in soffitta l’attuale provvedimento, meglio conosciuto come “Ape Social“, che ha consentito e sta consentendo a numerosi italiani di accedere preventivamente alla pensione già dall’età di 63 anni, con tutti i requisiti del caso.

L’Ape Social, non va dimenticato, fu introdotta in via sperimentale dal 1 Maggio 2017 e fino al 31 Dicembre 2018.

L’intervento per dar corso all’operazione «quota 100» potrebbe impegnare dai 2 ai 2,5 miliardi se fatto in modo “selettivo”; dai 7 agli 8 miliardi l’anno se la platea venisse allargata a tutti i possessori dei requisiti anagrafici e contributivi. Due le ipotesi (leggi anche Il Sole 24 Ore – articolo “Pensioni, allo studio «quota 100» selettiva: ecco le opzioni in campo”)al vaglio del Governo, dunque, che in questi giorni è impegnato per la nota di aggiornamento al DEF.

La scadenza è fissata per il 27 Settembre. Con l’aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, documento nel quale vengono scritte proprio le politiche economico-finanziarie che il Governo intende attuare nei mesi a venire, si potrebbe decidere di alzare il deficit previsto per il 2019 portandolo quanto più vicino al limite del 3% e ricavando, in questo modo, risorse utili per un avvio dei vari punti previsti dal programma di Governo (flat tax e reddito di cittadinanza, su tutte!).

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here