Le ipotesi Quota 100 e Quota 41 e il Fondo Esuberi per sostituire l’Ape Social

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Dalle dichiarazioni di importanti Ministri del Governo Lega-5Stelle emergono nuovi dettagli su quanto potrebbe essere inserito sul DEF prima ed in Legge di Bilancio poi relativamente alla riforma delle pensioni e reddito di cittadinanza.

Stando al quanto detto dal Ministro dell’Economia Tria, il Governo si appresta ad emanare delle riforme che non andranno contro le regole Europee, prevedendo dunque di mantenere il bilancio all’interno del deficit attuale, senza sforare la soglia del 3%. I mercati finanziari hanno appreso con euforia tale notizia e già oggi si sono visti gli effetti sullo spread BTP-Bund, sui titoli azionari delle Banche italiane e su tutto il FTSE MIB.

Sembra prendere piede l’ipotesi della Quota 100, come superamento della Legge Fornero attualmente in vigore, senza dimenticare chi ha già maturato un’anzianità contributiva di 41 anni. Le due ipotesi al vaglio sembrerebbero alternative: dunque o si va in pensione con Quota 100 (somma contributi anagrafici e contributivi) o si va in pensione con Quota 41 (41 anni di contributi già maturati).

Quota 100 intereserebbe i lavoratori con almeno 36 anni di contributi e 64 anni di età; il requisito dei 64 anni parrebbe, dunque, essere proprio il limite anagrafico minimo per accedere alla “Quota 100”.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, invece, l’ipotesi allo studio del Governo è quella  di fornire una pensione di cittadinanza a chi ha un reddito inferiore ai 700 euro.

Per quanto riguarda l’APE Social, potrebbe essere sostituita da un Fondo Esuberi per tutti i lavoratori, sulla scia del Fondo Esuberi del settore bancario, già sperimentato con successo, che ha permesso ai lavoratori del credito di andare in pre-pensionamento già dai 62 anni di età.

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